Approvate la Firmalove: è un atto di civiltà.
Approvare la Firmalove è un atto di civiltà. Ha a che vedere con l'articolo 3 della nostra Costituzione, dove si indica senza possibilità di interpretazione il compito della Repubblica Italiana e quindi delle istituzioni che la governano: "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Ha a che vedere con il significato universale della parola "civiltà", riferito all'organizzazione democratica dello Stato civile, al generale progresso. Non può esistere organizzazione democratica se non vengono tutelate le minoranze, soprattutto quelle oggetto di discriminazione e umiliazione. Le specificità hanno sempre rappresentato una ricchezza per l'umanità: pensiamo alle lotte delle nere e dei neri d'America per l'emancipazione, per l'affermazione della propria dignità, che negli anni sessanta cambiarono la storia del mondo rendendolo più giusto e civile.
Ha a che vedere con l'empatia, cioè con la capacità di sospendere il proprio (pre)giudizio morale sui sentimenti altrui, riconoscendo loro una cittadinanza che non può essere oggetto di valutazione: è un diritto inalienabile.
La legge Firmalove è un passo di civiltà a cui la nostra provincia non può sottrarsi, un gesto pionieristico che può guidare la tanto auspicata evoluzione del nostro Paese.
Daniela Tonolli
aderisce alla FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
22/09/14
17/09/14
CHI SONO I VERI LADRI ????
La buonuscita di 27 milioni di euro per Montezemolo cacciato dalla Ferrari per scarsi risultati, è un insulto alle lavoratrici e ai lavoratori italiani che per guadagnare quella cifra debbono lavorare 2000 ANNI. In un paese in cui i lavoratori non arrivano alla fine del mese, che la ricchezza da loro prodotta venga regalata da Marchionne ad un dirigente ha un nome solo: E' UN FURTO, UNA RAPINA AI DANNI DEI LAVORATORI DA PARTE DEI MANAGER E DEI PADRONI !
UNA RAPINA IGNOBILE CHE PARLA DI UNO SFRUTTAMENTO BESTIALE INCONCEPIBILE IN UNA SOCIETA' CHE SI VUOLE CIVILE. I 27 milioni a Montezemolo sono un furto e parlano della BARBARIE DEL CAPITALISMO NEOLIBERISTA IN CUI VIVIAMO e che ci fa credere - con la complicità dei mezzi di informazione - che "non ci sono soldi" !!!
UNA RAPINA IGNOBILE CHE PARLA DI UNO SFRUTTAMENTO BESTIALE INCONCEPIBILE IN UNA SOCIETA' CHE SI VUOLE CIVILE. I 27 milioni a Montezemolo sono un furto e parlano della BARBARIE DEL CAPITALISMO NEOLIBERISTA IN CUI VIVIAMO e che ci fa credere - con la complicità dei mezzi di informazione - che "non ci sono soldi" !!!
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13/06/13
TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA IN PROVINCIA
Lunedì scorso duemila lavoratrici
e lavoratori del settore scolastico hanno manifestato contro i tagli
all’istruzione che la giunta provinciale intende portare avanti per “risanare”
il bilancio pubblico. Una protesta assolutamente giustificata, che mette a
repentaglio i posti di lavoro di insegnanti, impiegate, collaboratori
scolastici, tutti accumunati dall’esperienza del precariato, e la qualità del
servizio scolastico pubblico. Una protesta che ha visto una partecipazione
secondo i sindacati al di sopra delle loro aspettative, che testimonia quindi
come la disponibilità alla lotta esiste, se organizzata e che allo stesso tempo
evidenzia ancora una volta che il continuo appello bilaterale a convocare
tavoli di concertazione non riesce più a procrastinare la presa d’atto che
difronte alla crisi anche il governo Pd-Upt-Patt persegue le stesse politiche
di austerità di Roma.
L’assessore Dalmaso e il
presidente Pacher erano stupiti, forse anche seccati da tanto rumore. In fondo
si tratta di pochi milioni di euro, più di cento posti di lavoro tagliati,
scuole più sporche, maestre che devono gestire trenta bambini ciascuna. Poca
roba insomma! E a chi si lamenta di essere stato preso in giro per anni, dopo
aver vinto concorsi o aver lavorato per anni e anni come precario o dopo aver
conseguito tutte le abilitazioni del mondo, non resta che rispondere
appellandosi alla coesione sociale o ricordando che da altre parti i tagli sono
ancora maggiori. Protestate quindi ma fatelo in silenzio!
E se la Provincia taglia sulla scuola
pubblica non si può dire che la stessa cosa faccia nei confronti delle imprese:
anzi aumentano gli sgravi fiscali. Cioè i lavoratori pagano i tributi per
mantenere i padroni e i loro profitti e la Provincia licenzia i lavoratori. Ma
per le imprese non esistono i patti di stabilità…
E l’istruzione privata? Sarebbe
un sacrilegio disimpegnarsi da un tale serbatoio di consenso elettorale! La
Chiesa trentina ha soldi per speculare in Dolomiti Energia, figuriamoci se non
ne ha per mantenere le proprie scuole.
Il sindacato deve rivendicare
innanzitutto lo spostamento di risorse dall’istruzione privata a quella
pubblica e battersi per la stabilizzazione di tutto il personale precario,
reinternalizzando anche il personale scolastico delle scuole paritarie che
preferisca scegliere di lavorare nel settore pubblico. Vanno inoltre rinnovati
i contratti collettivi e quindi si deve organizzare una mobilitazione congiunta
di tutti i lavoratori del settore pubblico, non solo quelli delle scuole. Non è
più rinviabile una forte azione concreta di protesta contro chi mercifica la
scuola e i servizi pubblici e si appella ai patti di stabilità per mantenere i
privilegi dei loro mandanti.
Mirko Sighel
Segretario Circolo Vallagarina del Partito della Rifondazione comunista
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