aderisce alla FEDERAZIONE DELLA SINISTRA

Visualizzazione post con etichetta privatizzazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta privatizzazioni. Mostra tutti i post

08/11/12

Miorandi, i servizi pubblici e il tessuto produttivo del territorio roveretano

La soluzione ai problemi del bilancio comunale è sempre la stessa: tagli alla spesa pubblica per risanare i debiti contratti dall'ente e società partecipate con le banche. Il sindaco Miorandi dovrebbe preoccuparsi del depauperamento del tessuto industriale e garantire un'efficace erogazione dei servizi piuttosto che garantire il pagamento dei mutui a chi non ha fatto altro che lucrare con i debiti e i servizi pubblici e ora fa pagare la crisi ai cittadini attraverso esternalizzazioni di servizi che scaricano i risparmi di spesa sui salari di lavoratrici e lavoratori, liberalizzazioni che non hanno mai fatto abbassare le tariffe e riduzione e privatizzazione di servizi, come ad esempio i trasporti pubblici, che vanno a discapito anche dei soggetti più deboli.
Perché mai i cittadini dovrebbero pagare debiti che non hanno prodotto loro? Se Miorandi intende garantire la continuità delle prestazioni pubbliche non ci sono altre soluzioni che il rifiuto del pagamento dei debiti contratti con le banche e la reinternalizzazione dei servizi pubblici dati in gestione ai privati assumendo le lavoratrici ed i lavoratori.
Miorandi auspica che i risparmi di spesa possano essere reinvestiti nel settore privato ma è giusto ricordargli che ha gioito per il polo della meccatronica ma questo non sta portando alcun beneficio di rilievo e anzi, dopo i milioni di euro investiti dall'ente pubblico nel polo e nell'acquisto di capannoni, i padroni di Confindustria ne chiedono il controllo e mettono la manodopera in cassa integrazione o in mobilità per garantirsi profitti e socializzare i costi aziendali.
Chi ha lucrato finora sui servizi pubblici e sui finanziamenti pubblici deve essere espropriato e i servizi e le grandi fabbriche devono tornare sotto l'esclusivo controllo pubblico e gestiti direttamente dai lavoratori per soddisfare i bisogni della collettività.

Mirko Sighel
Segretario del Circolo della Vallagarina del Partito della Rifondazione comunista

01/09/12

Rovereto - Trasporti pubblici privatizzati

L'amministrazione comunale roveretana sottovaluta il problema dei disservizi legati all'esternalizzazione del servizio di trasporto pubblico. Dopo i problemi sorti a Noriglio era opportuno riflettere sui motivi dell'insoddisfazione dei cittadini ma questo tipo di politica non si ferma difronte a tali inezie: la strada della privatizzazione è dettata da Trento e ci si deve adeguare altrimenti calano i trasferimenti di risorse alle casse comunali.
E' certo che il problema non si limita al solo territorio roveretano ma va preso nel suo intero ambito provinciale. Dal presidente della Provincia arrivano gli spot sul risparmio di risorse perché i servizi pubblici costano troppo e non ce li possiamo più permettere dimenticando volutamente di dire che non è obbligato a tagliare su questi per far quadrare i conti del patto di stabilità. Perfino i suoi fiduciari retribuiti da Trentino Trasporti lo supportano con il risultato di ridimensionare l'attività della società pubblica presso la quale essi stessi lavorano ma che non valorizzano come invece fanno gli autisti, gli operai, i bigliettai e gli impiegati.
Non si dice per quali motivi le ditte private dichiarano un costo chilometrico inferiore a quello di Trentino trasporti. Perché questa mancanza di trasparenza? Il salario degli autisti delle ditte private, il cui contratto collettivo di lavoro applicato non c'entra nulla con il tipo di attività che fanno (a meno che non si pensi che per esempio un infermiere possa lavorare con il contratto dei lavoratori delle poste), è pari a circa 1.100 euro mensili, inferiore di almeno il 25% al salario degli autisti di Trentino trasporti; il costo del personale amministrativo e tecnico che si occupa della programmazione delle corse, il costo degli investimenti nel nuovo sistema di mobilità ed il costo delle biglietterie non sono sostenuti dalle ditte private ma dal settore pubblico; la manutenzione ai mezzi si è dimostrata qualitativamente inferiore a quella della società pubblica così come il tipo di mezzi utilizzati, inadeguati alla salita di carrozzelle e passeggini e quindi penalizzanti per l'utenza anziana e per i genitori con figli. Quando la corsa appaltata al privato salta ecco precipitarsi però Trentino trasporti a tappare i buchi, cioè il pubblico si sostituisce al privato per eseguire un servizio che i cittadini pagano ad un privato: c'è qualcosa che non quadra. Chi controlla la regolare esecuzione del servizio? Gli stessi che hanno già deciso o acconsentito di ridimensionare Trentino trasporti!
E' contraddittorio inoltre che a fronte della sbandierata privatizzazione del servizio le tariffe dei biglietti non calino: eppure il costo chilometrico sembra essere diminuito. E' il tipico esempio della logica delle liberalizzazioni: socializzare i costi e privatizzare i guadagni.
Questo tipo di amministratori pubblici, Dellai in testa ma a questo punto anche il sindaco Miorandi, utilizzano la struttura pubblica per preparare alle ditte private il pasto caldo con i soldi dei cittadini e poi si preoccupano che i commensali trovino comodamente apparecchiati i piatti dove poter servirsi. A questi amministratori politici non interessa la qualità del servizio ma la dismissione di Trentino trasporti a vantaggio degli autonoleggiatori, che secondo la norma devono svolgere servizi esclusivamente occasionali e non possono svolgere, come invece fanno, trasporto ordinario.
Il trasporto pubblico locale deve tornare ad essere totalmente pubblico garantendo ai lavoratori impiegati dalle ditte di autonoleggio il riassorbimento in Trentino trasporti. Il servizio deve essere gestito direttamente dai lavoratori organizzati in consigli e nell'interesse della collettività e controllato direttamente dalle assemblee dei cittadini. Solo attraverso un controllo dal basso il servizio sarà efficiente.


Mirko Sighel
Segretario Circolo Vallagarina del Partito della Rifondazione comunista

08/12/11

I PERICOLI DELLA PRIVATIZZAZIONE DEL WELFARE

SINTESI DELL'ASSEMBLEA PUBBLICA SUL CASO LUXOTTICA

Martedì 6 dicembre presso l'auditorium del Brione si è tenuta l'assemblea pubblica promossa dal Partito della Rifondazione comunista e da Alternativa per i Beni comuni in merito al welfare aziendale sperimentato alla Luxottica di Rovereto e recepito in altri importanti settori come quello della cooperazione.

Obiettivo della serata era quello di spiegare la pericolosità di un nuovo modello di stato sociale privatizzato che sta sostituendosi al modello di stato sociale pubblico che i lavoratori sono riusciti a conquistarsi a fatica in passato.

Il pensiero che il capitalismo vuole affermare è la centralità dell'impresa nella vita lavorativa e sociale del lavoratore legandone il destino all'andamento dell'azienda e del mercato.

Dopo aver discusso brevemente le novità introdotte dal decreto legge chiamato "Salva Italia" approvato domenica scorsa dal governo tecnico Monti e aver ricordato che anche in Trentino la crisi economica ha cominciato a far sentire i suoi effetti, si è passati ad affrontare l'argomento della serata.

Il primo tema trattato è stato quello riguardante i fondi sanitari e previdenziali integrativi privati che hanno il solo scopo di privatizzare importanti diritti universali che oggi sono garantiti dal settore pubblico.

La crisi economica attuale viene utilizzata come giustificazione per introdurre progressivamente la privatizzazione del welfare e l'assessore provinciale alla sanità Ugo Rossi si è già reso disponibile a discutere con le parti sociali la possibilità di delegarne la gestione sottraendola quindi al settore pubblico.

Le prestazioni sanitarie così come parte della pensione futura sono erogate da istituti privati legati a fondi di investimento che investono i contributi dei lavoratori in borsa con il rischio, in caso di fallimento, di bruciare i soldi e le tutele dei lavoratori. In secondo luogo è emerso che lo strumento della privatizzazione del welfare lega il lavoratore alle condizioni di salute dell'azienda: infatti in caso di licenziamento, oltre al lavoro perde diritti sociali fondamentali come il diritto alla salute o alla pensione.

Questa situazione aumenta la subordinazione del lavoratore ai voleri dell'azienda: quale lavoratore alzerebbe la testa quando sa che qualunque sua rivendicazione può mettere a repentaglio i diritti, attuali e futuri, suoi e dei suoi famigliari?

La stessa elargizione della azioni va nella direzione di far passare l'idea che i lavoratori sono partecipi della proprietà dell'azienda e quindi non puoi contestare quello che è anche tuo generando un pericoloso conflitto di interessi in caso di crisi o di esubero di personale.

Molto si è discusso sulle conseguenze dovute all'erogazione del salario sotto forma di buoni spesa. Nel mentre l'azienda risparmia i contributi previdenziali i lavoratori avranno la sorpresa di vedersi erogare una pensione inferiore rispetto al dovuto. Inoltre questo modello di pagamento del salario rafforza il concetto di un paternalismo caritatevole e umiliante che riporta alla mente tempi che non vogliamo si ripetano.

Nelle conclusioni è stato ribadito che queste azioni, queste concessioni unilaterali delle aziende altro non sono che regali tossici e velenosi per i diritti dei lavoratori.

Noi restiamo convinti che il capitalismo e il suo modello di sviluppo hanno fallito. Le conseguenze della crisi capitalistica vengono scaricate sulle spalle dei lavoratori e per questo si rende sempre più necessario un partito politico che ne sappia rappresentare le istanze e i bisogni.

Per il prossimo anno le previsioni di crescita del Pil sono negative: siamo quindi in piena recessione. Solo la classe lavoratrice organizzata può rispondere agli attacchi del capitale. E' necessario quindi costruire un Partito di classe che sia di riferimento per i lavoratori e attraverso il conflitto sappia contrastare il padronato, controllare e dirigere la produzione della ricchezza e sconfiggere la logica del profitto, insita nel modello capitalista.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - CIRCOLO VALLAGARINA

ALTERNATIVA PER I BENI COMUNI