aderisce alla FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
13/06/13
TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA IN PROVINCIA
09/03/12
RISPOSTA ALL'ASSESSORA DALMASO SULLA SCUOLA
Quanto afferma l’assessore Marta Dalmaso sulla scuola (Il Trentino, 28 febbraio), scandalizza ma non stupisce in quanto del tutto in linea con la politica scolastica realizzata e perseguita in questi ultimi anni a livello sia provinciale che nazionale.
Ci riferiamo in particolare alla sua dichiarazione in merito alla “necessità” di prevedere un’ organizzazione scolastica (l’articolo non specifica a quale ordine di scuola si riferisca l’assessore) che lavori per “gruppi di apprendimento” separati in modo da far procedere - come in un meccanismo ben oliato – due corsie che non interagendo, non si “contaminino” .
In nome dell’ “efficienza” - bene supremo che deve prevalere ovunque – si intendono cancellare elaborazioni e pratiche didattiche di tutto rispetto e grande lungimiranza, che considerano il lavorare insieme, tra alunni con capacità e competenze diverse non un limite ma un’opportunità per tutti.
Alla base della sua affermazione vi è un’ idea della scuola e del suo ruolo formativo molto preoccupante per cui l’importante è permettere alle “eccellenze” di “correre” per arrivare rapidamente all’ acquisizione di quanto necessario a prepararsi l’accesso ad una professione prestigiosa e redditizia, senza subire l’intralcio di chi ha difficoltà di apprendimento o tempi diversi.
Ed è possibile che molti docenti trovino nella differenziazione dei percorsi una valida risposta alle loro situazioni di lavoro sempre più difficili e complesse, con classi sempre più numerose e sempre meno risorse per fare attività in compresenza in modo da seguire meglio gli alunni in difficoltà o per realizzare una vera didattica per progetti.
Sarebbe importante che su questa posizione dell’assessore si facessero sentire sia le organizzazioni sindacali e le associazioni che si occupano di didattica sia coloro che la scuola la vivono tutti i giorni: alunni, docenti, genitori.
Non poteva mancare poi – nel quadro prospettato dall’assessore Dalmaso - la valutazione degli insegnanti, altro argomento caro a tutti gli “innovatori”. Non valgono più i corsi di laurea, quelli di specializzazione e formazione, l’esperienza sul campo, e i concorsi pubblici. Si ipotizza invece un meccanismo di valutazione dell’insegnamento al quale legare la progressione di carriera e quindi la retribuzione. Con il contratto bloccato ormai da tre anni, si sceglie di legare la retribuzione ad un ricatto: adeguamento e conformismo, chi si adegua alla scuola dei mille progetti, di una didattica delle presunte competenze senza conoscenze, sarà premiato.
Tutto ciò accade mentre il luogo della formazione delle nuove generazioni di insegnanti, ossia l’Università, è stato dequalificato culturalmente con il sistema delle lauree brevi e degli esami a moduli.
Ciò che si vuole introdurre in realtà, è la sanzione del modello privatistico nei rapporti di lavoro dentro la scuola, la subordinazione dei docenti in un rapporto gerarchico rispetto ai loro colleghi “senior” che comporrebbero le Commissioni di valutazione e ai dirigenti, emanazione diretta, in Trentino, dell’ amministrazione provinciale.
Grazia Francescatti e Patrizia Rigotti
Rifondazione Comunista del Trentino
23/11/11
Tagli alla scuola pubblica in Trentino
Si continua con la politica dei tagli alla scuola pubblica trentina.
Si legge infatti, nella “programmazione finanziaria 2012 e pluriennale” che la PAT intende diminuire del 20% rispetto al 2011, l’assegnazione ordinaria per il buon funzionamento della stessa e del 40% quella per gli investimenti.
Ma non basta, per quanto riguarda il Fondo per la Qualità della scuola - quello che rappresenta il 15% del Fondo di Istituto, con cui le scuole possono finanziare progetti nell'ambito delle attività programmate nel progetto d'Istituto - “si invita a tenere conto di un’assegnazione pari al 75% di quella del 2011”. Un altro bel taglio del 25%, insomma!
E’impossibile fare in poche righe un’analisi approfondita di ciò che da anni si sta facendo ai danni della scuola pubblica, sia nella nostra provincia che nel resto d’Italia. Ciò che comunque è evidente è che gli effetti di tali politiche si colgono nell’aumento del carico di lavoro dei docenti per compensare la diminuzione delle compresenze, delle ore di Laboratorio agli istituti superiori, delle ore di alcune discipline nella scuola media e negli istituti superiori, delle ore di sostegno per gli alunni in difficoltà. Cosa che non può che andare a scapito della qualità dell’insegnamento e della possibilità di garantire la tanto sbandierata individualizzazione dell’insegnamento. Espressione, questa, che rappresenta quasi una presa in giro considerato che la maggior parte delle classi supera i 25 alunni e spesso raggiunge i 28-29 a causa della continua revisione dei coefficienti nel rapporto docenti/alunni.
Come mai, se siamo così “in bolletta”, nel giro di pochissimo tempo tutte le aule delle nostre scuole sono state dotate delle mitiche LIM, le lavagne interattive multimediali, che certamente non sono costate poche centinaia di euro e richiederanno adeguata e costante, nonché costosa, manutenzione?
E come mai, gemellaggi e progetti di dubbia validità, peraltro non deliberati dai docenti, bensì calati dall'alto dai Dirigenti, continuano comunque a proliferare?
E ancora, come mai si continuano a finanziare con denaro pubblico le scuole private (come da Delibera provinciale del 25 marzo 2011) per un totale di previsione di € 10.632.732 per l'anno in corso ?
Grazia Francescatti e Patrizia Rigotti
PRC – Federazione della Sinistra