aderisce alla FEDERAZIONE DELLA SINISTRA

31/03/13

La situazione economica in Vallagarina sta precipitando

La situazione del tessuto produttivo lagarino sta precipitando. Dalla Subaru all'Opt, da Arcese a Marangoni si assiste al ricatto aziendale nei confronti dei lavoratori. I padroni finché possono minacciano gli esuberi per "dare fiato" ai propri bilanci attraverso i bancomat pubblici di P.a.t. e Inps altrimenti come nel caso di Opt il problema è di delocalizzare per produrre a minori costi per continuare a garantirsi il profitto privato.
La gestione della vertenza Subaru dimostra come sia assolutamente insufficiente l'appello accorato delle istituzioni trentine al buon cuore della multinazionale. Il territorio accogliente e le buone pratiche di relazioni industriali precipitano velocemente nel dimenticatoio quando si tratta di fare quattrini con la garanzia che gli immobili, le attrezzature e la merce non vengano toccate per non infrangere il tabù dell'esproprio per pubblico interesse. Per quale alta ragione morale o pratica Olivi o il presidente del consiglio provinciale Dorigatti non si fanno promotori di chiedere l'esproprio senza indennizzo di chi sta espropriando il presente ed il futuro di decine di famiglie? O è meglio rimanere compromessi con il principio "inviolabile" della libertà di impresa e dell'appropriazione privata delle attività produttive chiedendo tavoli su tavoli e fornendo iniezioni di denaro pubblico nelle tasche dei privati?
Qui non si tratta di tappare i buchi pensando che la crisi sia passeggera o isolabile ad un quartiere o a qualche zona: siamo difronte ad una crisi internazionale del capitalismo e gli strumenti della concertazione sociale per garantire ai privati il consolidamento dei propri guadagni e ad alcuni settori del sindacato la funzione di accompagnatori istituzionali non reggono più. Non ci si può permettere di assistere allo svuotamento dei magazzini senza fare alcunché.
Si ripubblicizzino queste aziende, si esproprino senza indennizzo i padroni e se necessario si riconverta l'attività espropriata; è necessario che siano i lavoratori a gestire e controllare direttamente le aziende nell'interesse collettivo ed il sindacato deve unire le varie vertenze sul territorio per costruire con i lavoratori la lotta più ampia per il mantenimento del tessuto produttivo. Se Olivi non percorrerà questa strada la dovranno percorrere i lavoratori.


Mirko Sighel
Segretario circolo Vallagarina del Partito della Rifondazione comunista

18/03/13

La fuga delle imprese dalla Vallagarina

Cambiano gli attori ma non cambia l'atteggiamento della grande impresa operante in Vallagarina. Arcese Trasporti, dopo Marangoni e Subaru, parte all'attacco dei lavoratori. In tutti tre i casi le aziende hanno ottenuto agevolazioni cospicue da parte dell'ente pubblico e adesso minacciano tagli di personale e delocalizzazioni. I milioni di euro che la P.a.t. ha versato per i capannoni, per i macchinari e per opere stradali sono troppo poco per i padroni, gonfi di soldi pubblici e pronti a facili guadagni. La provincia trentina ha avuto il merito di investire molte risorse pubbliche nello sviluppo dell'economia ma la propria dirigenza provinciale ha avuto il grande demerito di indirizzare il denaro per lo sviluppo delle attività produttive a soggetti privati e per di più senza verificare come venisse utilizzato e che mantenesse l'occupazione del personale. Per essere più chiari: alcune grandi imprese sono mantenute dalla P.a.t, che investe denaro pubblico per il profitto privato. E' uno scandalo che ora Arcese minacci di licenziare 150 lavoratori quando ha uno scalo merci a propria disposizione e ha avuto gratis il polo logistico di Mori Stazione, pagato con quasi venti milioni di euro pubblici. Avrebbe potuto la P.a.t. essere più accorta nella gestione dei finanziamenti? Certamente, tant'è che non è notizia di oggi che Arcese stia spostando la propria attività nei paesi dell'est Europa ed utilizzi camionisti con contratti di lavoro molto meno onerosi di quello italiano. Come per Marangoni è necessario che l'assessore provinciale Olivi si faccia promotore dell'esproprio dell'attività dell'autotrasporto senza alcun indennizzo nei confronti di chi usa l'ente pubblico e gli ammortizzatori sociali come un bancomat e poi investe altrove per mantenere il proprio margine privato di reddito. I lavoratori di Arcese come quelli di Marangoni hanno sicuramente più a cuore dei rispettivi proprietari la salute delle due aziende ed è giusto che siano loro ad esercitarne la gestione ed il controllo.

Mirko Sighel
Segretario circolo Vallagarina del Partito della Rifondazione comunista

11/01/13

La liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali a Rovereto

La giunta Miorandi accetta la liberalizzazione permanente degli orari di apertura degli esercizi commerciali. D'ora in poi tutti faranno quello che vogliono: potranno tenere aperti i negozi di notte e tutte le domeniche che vorranno. Il sindaco Pd anticipa tutti gli altri primi cittadini della provincia per adeguarsi ai dettati della corte costituzionale, la quale si è adeguata ai dettati europei sulla concorrenza prescritti da Ue, Bce e Fmi.
I piccoli negozi, per non rischiare di perdere quel poco di mercato che si contendono con gli altri esercizi di vicinato e che faticosamente contendono ai centri commerciali, saranno costretti ad adeguarsi alle lunghe aperture ma, mentre i grandi negozi hanno un volume d'affari maggiore, maggiori disponibilità finanziarie e la possibilità di realizzare economie di scala, ai piccoli esercizi verranno succhiate le ultime risorse, impoverendo ulteriormente il tessuto commerciale cittadino. Questo è il sistema capitalista. I lavoratori verranno invitati a procrastinare i riposi, a non ammalarsi perché l'Unione commercio risparmia soldi pure sulla salute di questi e a non avere una propria vita sociale e poco importa se qualche operatore si lamenta: se non gli va bene c'è un esercito di disoccupati pronti a sostituire i novelli fannulloni per garantire i margini di profitto ai datori di lavoro alle condizioni che questi ultimi dettano. Tutto questo mentre il potere d'acquisto dei salari è calato del 13,2% a partire dal 2008 e nel 2012 la contrazione dei consumi si è attestata al 4,7%.
Nulla giustifica quindi un'ulteriore spremitura dei lavoratori se non la sete di guadagno di chi ogni giorno si lamenta e poi si rifà sui propri lavoratori subordinati o a chiamata, chiede al Comune contributi pubblici per rivitalizzare la città con manifestazioni ed intrattenimenti vari, ottiene finanziamenti pubblici a fondo perduto dalla P.a.t. per migliorare la qualità della propria attività nei centri storici e disdice i contratti collettivi territoriali di lavoro del settore del terziario per fare cassa sulla propria manodopera.
I lavoratori non sono schiavi e solo una gestione ed un controllo diretti da parte loro della produzione e della distribuzione dei beni e dei servizi permetterà alla società di soddisfare in maniera migliore i propri bisogni.

Mirko Sighel
Segretario circolo Vallagarina del Partito della Rifondazione comunista